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Discorso del Console Generale d’Italia a Montreal, Marco Riccardo Rusconi, in occasione dell’incontro del Presidente della Repubblica Italiana Sergio Mattarella con la comunità italiana di Montreal (Casa d’Italia, 28 giugno 2017).

Date:

30/06/AM


Discorso del Console Generale d’Italia a Montreal, Marco Riccardo Rusconi, in occasione dell’incontro del Presidente della Repubblica Italiana Sergio Mattarella con la comunità italiana di Montreal (Casa d’Italia, 28 giugno 2017).

Signor Presidente della Repubblica Italiana

Signor Sottosegretario di Stato agli Affari Esteri

Signor Ambasciatore

Signori Consiglieri

Signore e Signori,

benvenuto a Montreal, Signor Presidente. E' un onore per me, e per tutti gli Italiani di Montreal, accoglierla oggi a Casa d'Italia.

Questa è la prima metropoli che appare a chi, arrivando dall’Europa, sorvola il Nuovo Continente.

E’ stata la porta di ingresso per decine di migliaia di donne e di uomini che guardavano al Canada come alla terra dove realizzare i propri destini, personali e lavorativi. Tra questi, moltissimi nostri connazionali che già nella seconda metà del XIX secolo iniziarono ad approdare su questi lidi.

Canada, “canata”, nella lingua dei nativi di queste terre, indicava un insediamento, se vogliamo una comunità. E qui si è sviluppata --. e si è affermata -- una grande comunità italiana. Grande nei numeri, grande nei successi nei diversi ambiti, grande nell’attaccamento all’Italia.

Qui si è soliti dire che sono tre le maggiori isole abitate da Italiani : la sua Sicilia, la Sardegna e l’isola di Montreal!

In questa terra, unica nel continente nordamericano perché punto di incontro delle culture francese, e quindi latina, e anglosassone, luogo di rifugio e di insediamento di decine di altre comunità, si sono radicati e affermati nel corso dei decenni intelligenze, capacità, talenti italiani.

Le Italiane e gli Italiani su questa scena non sono stati comparse, sono stati e sono attori, attori protagonisti.

Con il loro lavoro, il loro impegno, il loro attaccamento alla nostra Patria, essi hanno reso meno largo l’Atlantico : è infatti anche grazie alla nostra comunità che tra Montreal, il Quebec, il Canada e l’Italia, le relazioni tra le due sponde si sono rafforzate e sono cresciute, e nuove intese sono state raggiunte per partenariati ancora più intensi. Se Montreal oggi, con i suoi 375 anni di storia, è considerata "città creativa" dall'UNESCO e conosciuta per la sua effervescenza artistica e culturale (si apre oggi il rinomato Festival del Jazz, di cui abbiamo portato in questa sala un fuori programma con l'esecuzione dal vivo degli inni), lo deve anche alla fantasia e all'inventiva dei nostri connazionali.

Signor Presidente, nel messaggio della Festa della Repubblica – che qui a Montreal abbiamo celebrato nello stadio di calcio con oltre seimila persone, coniugando inclusività e stile, in stretta collaborazione con il Comites e con tutte le associazioni italiane – Lei ha evocato la necessità di una maggiore interdipendenza per progredire assieme.

E' questo un messaggio che pensiamo possa essere raccolto anche dall comunità italiana di Montreal:

- da un lato, una realtà oggi aperta e permeabile agli scambi con l’Italia, vivaio di giovani che sentono una rinnovata attrazione verso il nostro Paese e che nella Penisola possono impiantare idee e progetti germogliati attraverso la loro formazione nel contesto Nord Americano
- e dall’altro, un luogo di accoglienza e di primo sostegno delle centinaia di Italiane e di Italiani che ogni anno arrivano qui per costruire il proprio futuro.

Interdipendenza significa, crediamo, superare la logica del fare da sè, separatamemente. Per usare un'immagine, la logica dei compartimenti stagni, che non ha peraltro mai garantito l'inaffondabilità delle navi - mentre l’Amerigo Vespucci, all'ormeggio in questi giorni al Porto di Montreal, costruito dai nostri sapienti maestri della cantieristica attorno ad un'ispirazione di unità tra nave ed equipaggio, ha navigato e continua a navigare da oltre ottant’anni.

Interdipendenza significa guardare sotto luce diversa le potenzialità e le opportunità degli scambi tra questa comunità italiana, le altre nostre comunità sparse nel mondo, e l’Italia. Non più come a realtà a sè stanti, bensì come vasi comunicanti con una identica matrice.

L’unità del nostro patrimonio irrinunciabile di valori, di significati, di radici comuni italiani, indipendentemente da dove ci siamo stabiliti nel mondo di oggi, è l’essenza della Repubblica.

Grazie Presidente per la Sua visita. Grazie per il suo operato incessante a favore degli Italiani, gli Italiani che abitano nella Penisola, quelli che vivono nel mondo, quelli che aspirano a diventare cittadini d'Italia.

Noi tutti siamo con Lei.


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