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Messaggio dell’On. Ministro Paolo Gentiloni per il 60° anniversario della tragedia di Marcinelle

Data:

05/08/2016


Messaggio dell’On. Ministro Paolo Gentiloni per il 60° anniversario della tragedia di Marcinelle

Oggi 8 agosto 2016 ricorre il 60° anniversario del
disastro minerario di Marcinelle, la più grande tragedia che ha colpito la
nostra migrazione in Europa. Nella miniera del Bois du Cazier morirono, in
quell’agosto del 1956, 262 lavoratori provenienti da ogni parte del vecchio continente.
136 di loro erano italiani, emigrati in Belgio.

Dal 2001 celebriamo in questa data la Giornata del
Sacrificio italiano nel mondo, per ricordare e onorare i connazionali che persero
la vita sul lavoro all’estero, contribuendo alla crescita e al progresso dei Paesi
in cui si erano recati.

Ricordando Marcinelle, riaffermiamo il diritto di
ogni cittadino al lavoro, sancito dalla nostra Costituzione, e la necessità di garantire
a tutti i lavoratori di svolgere la propria professione in condizioni di
sicurezza e di dignità ovunque nel mondo.

Nell’attuale clima di incertezza che pervade
l’Europa, di fronte alla convergenza di sfide di segno diverso, come il
terrorismo, i flussi migratori, la Brexit, le ripercussioni delle difficoltà
dell’economia sull’occupazione soprattutto giovanile, dovremmo riflettere su come
il sacrificio di Marcinelle non sia stato vano. Il gravissimo incidente ha
contribuito a portare all’attenzione delle Istituzioni europee - che nascevano e
si consolidavano proprio in quegli anni del secondo dopoguerra - la necessità di
adottare misure di maggior tutela per i lavoratori, la cui mobilità all’interno
degli Stati membri della nuova “Casa Europea” diveniva così il fulcro di una delle
nostre libertà fondamentali, quella delle persone.

I nostri predecessori hanno ambito a costruire
un’Europa unita, solidale, promotrice di pace e sviluppo, di quei valori di
tolleranza e di libertà, che, come
europei, consideriamo un paradigma di civiltà. A questa Europa, che vogliamo rinnovare
e far crescere, guardano oggi con speranza uomini e donne, che fuggono da
guerre e violazioni dei diritti fondamentali, da sottosviluppo e disparità, e
che in troppi casi, al pari delle vittime di Marcinelle, sono pronti a pagare
con la loro vita la ricerca di un futuro migliore.

A questi uomini e a queste donne, come pure ai tanti
cittadini europei disorientati dalla difficile fase che stiamo vivendo,
dobbiamo dare risposte efficaci e lungimiranti, capaci di incidere sulla loro
vita quotidiana, rilanciando così la fiducia nelle Istituzioni e nel progetto
di un’Europa nuova, coesa e competitiva. Lo dobbiamo anche alle vittime di
Marcinelle e ai milioni di nostri emigrati che hanno contribuito, con la loro
dedizione e le loro capacità, allo sviluppo delle società che li hanno accolti,
come pure ai tanti italiani che ancora oggi si trasferiscono all’estero per
lavoro, continuando a diffondere nel mondo l’immagine di un’Italia attiva e operosa.

Paolo Gentiloni


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