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DALLA DIPLOMAZIA ECONOMICA BENEFICI PER 21,4 MILIARDI

Data:

14/12/2017


DALLA DIPLOMAZIA ECONOMICA BENEFICI PER 21,4 MILIARDI

"La chiamano "diplomazia economica" e, per dirla con il ministro degli Affari esteri Angelino Alfano, anni fa era considerata «quasi una diplomazia di serie B . La fotografia scattata dall'indagine di Prometeia presentata ieri alla Farnesina delinea però un'altra realtà. I 599 progetti che le oltre 300 aziende italiane hanno avviato all'estero nel 2016, con il sostegno delle Ambasciate e dei Consolati italiani nel mondo, hanno generato sul territorio italiano 21,4 miliardi di euro di valore aggiunto, pari all'1,4% del Pil 2016. Quegli stessi progetti hanno determinato 8,8 miliardi di gettito fiscale e 307mila posti di lavoro (l'1,2% degli occupati in Italia). Su iniziative per 63 miliardi, la quota realizzata dalle aziende italiane è di 39 miliardi (dieci di più rispetto al 2015).

Le aziende più attive per numero di progetti sono state AgustaWestland, Gruppo Bonifica e Trevi. Le prime tre per valore delle gare sono risultate invece OTO Melara, Salini Impregilo ed Astaldi. Del sostegno della Farnesina hanno beneficiato anche le Pmi, sia in via diretta, sia in quanto aziende fornitrici di beni e servizi per le grandi società che hanno ottenuto contratti all'estero. E di questa taglia infatti il 54% delle aziende coinvolte nei quasi 600 progetti avviati.
Per quanto riguarda i committenti, il 68% delle gare internazionali promosse nel 2016 sono state indette dal settore pubblico, contro il 27% di quello privato. Il maggior numero di iniziative è stato in Nord Africa-Medio Oriente: 225 progetti (in prima fila Algeria, Oman e Emirati Arabi Uniti), contro 82 in Asia e 74 in Africa centro meridionale. Seguono l'America Latina (41) e l’ “Altra Europa” con 64 iniziative (ne fanno parte Russia e Turchia).
Anche nel 2016 infrastrutture e le costruzioni sono le tipologie di progetto più rilevanti (13 miliardi), seguite dagli impianti energetici (oltre 9 miliardi) e da quelli industriali (3,5). In coda i servizi e l'engineering (2,8 miliardi).La quasi totalità del valore dei progetti che riguardano beni (il 94%) è generata in Italia. Al contrario, nei progetti di infrastrutture e costruzioni "solo" il 32% dei ricavi torna nel paese (beni, lavoro qualificato italiano, servizi di progettazione).
Un capitolo dello studio si concentra sulle iniziative promosse dalle Ambasciate per rimuovere le barriere non tariffarie. Oltre al lavoro diplomatico svolto sui tavoli negoziali per i grandi accordi commerciali, c'è un'attività per superare gli ostacoli all'ingresso dei mercati (standard tecnici o sanitari e fitosanitari; sono 2932 i prodotti sottoposti a barriere). Lo studio ha analizzato 100 interventi che hanno fatto saltare queste misure in 22 Paesi nel triennio 2013-2015 e ha quantificato l'effetto economico che la rimozione ha avuto sull'andamento dell'export nell'anno successivo: 23 milioni nel 2014, 29 nel 2015 e 45 nel 2016. Un pizzico di diplomazia per far crescere il made in Italy."

Andrea Carli – Il Sole 24 Ore
13 dicembre 2017


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